Questa pagina è dedicata ad alcune idee e percorsi fotografici oggetto di studio e comprende un"insieme di miniature unite a brevi note critiche.

Autobiografia: in una delle numerose autobiografie prodotte con ignoti metodi casuali e dalla dubbia plausibilità si fa più volte cenno al grande interesse dell"autore per i linguaggi formali in special modo nei rapporti tra arte e scienza. Di formazione scientifica il sottoscritto non esibisce tuttavia particolari e definite qualità (cit. R. Musil) motivo per cui non può essere annoverato neppure nella pur vasta classe dei fotografi relegando invece le sue attività ad una vaga sfera di sostanza intellettuale senza tuttavia nulla specificare sul significato della corrente proposizione. Il core business asset (= di cosa vive) si svolge invece nell"ambito del software engineering (una strada alternativa per restare accanto ai linguaggi formali)

Rev. 1.4 del 18/10/2009 - Per maggiori dettagli o ulteriori informazioni scrivi a Luigi M. Verde - Accedi al mio Blog ...



 




Dalla serie: Alpha-Omega

Sulle analogie linguistiche tra immagine fotografica e segni linguistici. In questo contesto si è scelto di privilegiare l"attenzione sul segno linguistico reso attraverso i numerosi medium della scrittura avendo cura soprattutto dei dettagli formali e dell"eterogeneità dei soggetti ripresi. E" un lavoro ispirato al pensiero di Ludwig Wittgenstein e alle "Ideografie" di G. Frege.

1. Studio intorno alla lettera A
2. Libri di legno il cui titolo è il nome di un albero
3. Mano di mattoni e lettere di legno
4. Albero e ideogramma spezzato
5. Muro e ideogrammi
6. Foglie e opere complete di J.L.Borges
7. Tronco e lettere di legno
8. Elaborazioni su polaroid


 





 

Dalla serie: Food

"Signum est res, praeter speciem quam ingerit sensibus, aliud aliquid ex se faciens in cogitationem venire" ("un segno è una cosa che oltre alla specie inserita dai sensi, richiama di per se, alla mente qualche altra cosa") Sant"Agostino

Se venissero meno i celebrati critici dell"Erpice o del capítium sarebbe onere insostenibile scrivere presentabilmente ciò che per definizione deve presentare un qualcosa di non sempre agevole decifratura. Le immagini proposte si presentano in successione alfabetica (utilizzando come base la nomenclatura binomiale latina cara ai botanici) per lenire, ultima istanza, le precarie capacità di orientamento di chi scrive nell"attraversare sentieri dal contrassegno caotico. Pur trattandosi di specie vegetali nè originali nè innovative sul piano (inclinato) delle biotecnologie viene operata con gusto (ovvero sulla base di propensioni gastronomiche del soggetto operante la scelta: "ego kalofagia") un"erosione linguistica nel tentativo di far convivere parole ed immagini, significato e segno in un"unica fusione di forme o sapori. Ogni foto presenta dunque più codici linguistici: la raffigurazione in immagine per ogni specie unita al contrappunto testuale che scandisce un tracciato fondato sul ribaltamento semantico. Il piano formale è poco attento alla minuziosa ma grossolana descrizione documentale dell"oggetto ortofrutticolo, cercando invece un codice più astratto che caratterizzi con rigore e armonia l"esposizioe della scala tonale ovvero la calligrafia dai tratti anche ruvidi e severi. Fingendo con poco senso del pudore maggiore levatura culturale, si rimanda ad una curiosa seppur parziale affinità di intenti con la suddivisione di Hjelmslev in: Schema cioè lingua come forma pura, Norma lingua come forma materiale, già definita da una certa realizzazione sociale, ma ancora indipendente dal dettaglio di questa manifestazione ed infine Uso ovvero lingua come insieme d"abitudini. Da ciò Hjelmslev ricava che la Norma è una pura astrazione di metodo e la parola una sua concretizzazione.

In ultimo, ma non in ordine di importanza, la stessa citazione iniziale, piuttosto anticata per l"età dell"autore, colloca questo artefatto in un contesto che annaspa al di fuori delle moderne e solide avanguardie artistiche delle quali il sottoscritto esibisce scarsa perizia, sensibilità e dominio.

P.S. Nessun prodotto dell"orto è stato eliminato e/o maltrattato durante la realizzazione di questo lavoro.

1. Cipolla
2. Aglio
3. Sedano
4. Cavolo
5. Peperone
6. Anguria
7. Limone
8. Pompelmo
9. Melone
10. Cetriolo
11. Zucca
12. Zucchina
13. Carote
14. Fragole
15. Noci
16. Lattuga
17. Mela
18. Banana
19. Basilico
20. Olive
21. Prezzemolo
22. Fagiolini
23. Prugne
24. Melograno
25. Pere
26. Pomodori
27. Patate
28. Uva



 




 

Dalla serie: Kapla (PhoThematics)

Sul tema del linguaggio matematico applicato alla fotografia e all"attenzione per alcune forme/formalismi ricorrenti nella rappresentazione di un alfabeto ideografico privilegiato. Il panorama piuttosto vasto e mai pienamente definibile è circoscritto ad alcuni aspetti della materia: un esempio di funzione calcolabile resa attraverso lo sviluppo visivo del "Fattoriale di Cinque" che diviene sempre più forma astratta, forma altra; alcuni aspetti della teoria dei numeri transfiniti (in buona parte assenti da questi appunti che dovrebbero altresì presentare una dimensione infinita), le forme geometriche, qualche digressione in materia di topologia generale.

PS. Si ringrazia Ludovico per aver messo a disposizione dell"autore uno dei suoi giochi preferiti

1. Fattoriale di Uno
2. Fattoriale di Due
3. Fattoriale di Tre
4. Fattoriale di Quattro
5. Fattoriale di Cinque
6. Iterazione N.1
7. Iterazione N.2
8. Chiocciola e Cielo
9. Da uno a nove
10. ... e Dieci!
11. Topoogia N.1
12. Topoogia N.2
13. Topoogia N.3
14. Topoogia N.4



 




 

Dalla serie: Ritratti Metafisici

Come riciclare alcune immagini tratte da un insolito album di famiglia

1. Marzia
2. Teste di polistirolo e paesaggio
3. Marzia e polaroid
4. Autoritratto ricorsivo
5. Ritratto e cielo
6. Ritratto quasi ricorsivo



 




 

Dalla serie: Strisce di carta

"Su ciò, di cui non si può parlare, si deve tacere." (L. Wittgenstein, Tractatus Logico-Philosophicus)
Sul segno linguistico come forma primitiva

PS. L"attuale lavoro giace ancora in una stadio primitivo per il venir meno del glicine vero artefice di queste immagini.

1. Strisce di carta su ramo
2. Strisce di carta e glicine N.1
3. Strisce di carta e glicine N.2
4. Strisce di Carta e sambuco N.1
5. Strisce di carta e sambuco N.2
6. Strisce di carta su ghiaia



 




 

Dalla serie: Liric

Sulle analogie con il linguaggio dei suoni passeggiando col filosofo Theodor Adorno e il fotografo Ansel Adams entrambi profondi conoscitori della materia musicale.

1. Tasti piano
2. Spartiti e glicine
3. Spartiti
4. Pianoforte e foglie
5. Elaborazione su tastiera pianoforte


 





 

Dalla serie: Campania Felix

Sugli sguardi e la memoria.

1. Anfiteatro - Pozzuoli
2. Anfiteatro - Santa Maria Capua Vetere
3. Chiesa del Gesù Nuovo - Napoli
4. Area Archeologica - Ercolano
5. Area Archeologica - Pompei
6. Area Archeologica - Pozzuoli
7. Museo Archeologico - Napoli
8. Castel dell"Ovo - Napoli
9. Area Archeologica - Paestum


 





 

Dalla serie: FotoPalindromi (... nello spirito di Lewis Carroll)

Viene riportato come ultimo esempio la costruzione di antiche dimore che è stato possibile "ereggere" sulla base di alcune forme palindrome. Tale lavoro tuttavia non è opera del sottoscritto ma di Elisa Basile che ha chiesto di poter figurare tra queste proposte.

"E

R

E

G

G

E

R

E"

1.
2.
3.
4.
5.
6.
7.
8.
1., 8. Foto di una casa
2., 7. Lettere di legno cadute dal dorso di alberi tramutati in libri il cui titolo è il nome di un albero
3., 6. Proiezione di sonori paesaggi immaginari sullo sfondo di antiche dimore
4., 5. Lunghi rettangoli che socchiudendo gli occhi ricordano vecchi ruderi dall"ingresso buio




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Note tecniche: la maggior parte di queste immagini è stata prodotta con fotocamere digitali Canon, le foto, ove stampate, sono state riprodotte su carta Hahnemuhle Fine Art Baryta con inchiostri ai pigmenti di carbone su plotter Epson. Alcune delle anteprime presentate in questo spazio non corrispondono del tutto alle versioni stampate e/o archiviate ad alta risoluzione per volontà dell"autore.